Anni '60-'70, anni d'oro!

Già all’inizio degli anni ’60 il Monte s’incollò l’appellativo di “super” per via di una “rosa” di giocatori di tutto rispetto come Benvenuti (‘l fattor), Cardinali (Desirè), Matteucci (Di bock), Pirani (Parnanzin) ed altri ancora… ma proprio su quest’ultimo Cesare Pirani (attuale Presidente Onorario del sodalizio) cogliamo l’occasione di spendere due parole. Giocatore di talento prima, allenatore e dirigente poi, Cesare ha avuto un ruolo di preminenza nell’ambito della società, della quale ha sempre seguito e vissuto in prima persona le vicende. Grazie Cesare! Con il passare degli anni il vivaio “produce” altri campioncini dalle ottime speranze come Luciano Barucca, Mauro Simoncelli, Remo Di Gregorio. Da Marina di Montemarciano continuavano a salire verso il capoluogo giocatori interessanti come i fratelli Rossetti ( Lero e Paolo detto il “Biro” e Gianfranco Sanchioni). C’era, allora un coinvolgimento quasi totale verso la S.S. Montemarciano. Poi le cose cambiarono con la nascita dell’Associazione Sportiva Marina. Le forze cominciarono a dividersi, mentre riprendeva a prosperare lo spirito campanilistico che esplodeva (senza mai degenerare) nei vari “derbies” amichevoli e di campionato tra le due formazioni. Gli anni ’60 si ricordano anche per la grande vitalità del sodalizio capace di organizzare grandi iniziative extra calcistiche come la manifestazione canora “Il pinguino d’oro” al teatro “V.Alfieri” di Montemarciano e soprattutto i Veglionissimi dello sport i quali diventarono tanto rinomati da richiamare gente anche da Ancona, Jesi, Senigallia ecc… Basti pensare che i dirigenti biancoazzurri furono capaci di portare al “V.Alfieri” di Montemarciano, nell’ambito dei veglionissimi dello sport, ospiti di caricatura nazionale quali Orietta Berti, Iva Zanicchi e Massimo Ranieri. Nel 1972/73 il Monte vinse il campionato di 2°categ.; in quell’anno (il 29 luglio del 1972) la stessa lega Calcio aveva riconosciuto i meriti della Società, ricordandone l’affiliazione con la consegna di una medaglia d’oro. Alla fine del torneo il Monte riuscì a prevalere davanti ad una delle sue più tradizionali avversarie: l’Olimpia Marzocca. In quei anni si realizzò anche un’opera che cambiò di fatto la realtà calcistica Montemarcianese: la costruzione del nuovo campo sportivo comunale di Gabella. Esso venne inaugurato dalla partita Montemarciano – Porto Recanati del campionato di 1°categ.(risultato 1-1, con Paroni che, realizzando la rete biancoazzurra, è stato il primo a segnare nel nuovo stadio). L’intero centro sportivo di Gabella porta ora il nome di Luigi Di Gregorio un atleta che è stato un esempio nella vita, nello sport e nella sofferenza e che rimarrà per sempre nella memoria degli sportivi. Dopo due campionati di 1°categoria che avevano visto le formazioni biancoazzurre degne protagoniste, alla direzione del Sodalizio approda Walter Vignoli (il compianto Walzerino) il quale sull’onda dell’entusiasmo e della passione confeziona una formazione per puntare senza indugi al salto di categoria. Fu in quell’anno (stagione 1976/77) che cominciarono ad approdare a Montemarciano giocatori di categoria decisamente superiore, mentre alla guida venne riconfermato il grande “Neno” (Nazzareno Orlandoni). Il Montemarciano, ormai considerato “milionario”, vinse quel campionato, caratterizzato dall’accesa rivalità con cui venivano accolti un po’ ovunque. I tifosi della Biagio Nazzaro, ad esempio, proprio non digerivano l’evidente supremazia biancoazzurra e lo fecero intendere tappezzando Montemarciano di manifesti funebri che annunciavano, prima dell’incontro con la loro squadra, la “morte” del Montemarciano. Allo stadio, poi, giocatori e tifosi del Monte vennero accolti con una “bara” che troneggiava al centro della tribuna. Tutta l’organizzazione andò però a farsi friggere, perché il Monte vinse quella partita! L’ultima partita di campionato, con Santini che realizzò cinque reti, inserendosi così al primo posto della classifica dei cannonieri, diede l’avvio ad una festa popolare in piano centro, con vino e porchetta a volontà, preparata dal povero Felice Di Battista (Felice d’ l’abruzzes) e con il buon Orlandoni ed i suoi baldi giovani acclamati e portati in trionfo in una cornice di bandiere biancoazzurre. L’anno successivo il Monte, sotto la guida del bravo Paolo Beni, crebbe ulteriormente, finche Vignoli decise di puntare alla serie “D”. Il potenziale tecnico della squadra, già forte, venne incrementato dall’arrivo di altri giocatori di categoria superiore cosi che al via del torneo di Promozione anno 1978/79 il Monte veniva dato da tutti come favorito alla vittoria finale. La squadra era stata affidata a Pelliccetti prima ed a Marcello Neri poi e ogni partita che si giocava al comunale di Gabella vedeva gli spalti gremiti. Come spesso succede nel calcio, però, non sempre il ruolo di favorito è anche il più agevole. Infatti ogni squadra che incontrava il Monte dava, come si suol dire, “anima e corpo”. Il Monte però era forte davvero e marciava spedito. Una sola squadra sembrava poter contrastare il predominio biancoazzurro ed era la Jesina. Chi non ricorda le due memorabili partite giocate contro i “Leoncelli”? L’incontro di andata si disputò a Montemarciano, di fronte ad un pubblico eccezionale (valutato sulle 3.000 persone). Per l’occasione venne montata, in tempo record, una tribuna in tubi Innocenti dove presero posto tutti i tifosi del Monte, mentre nella tribuna in cemento, dalla parte opposta, vennero sistemati i tifosi jesini. La Jesina vinse 2-1 una partita che il Monte non avrebbe mai dovuto perdere. Il ritorno di Jesi fu disputato in un ambiente da tregenda, tra tuoni, fulmini e acqua a volontà, di fronte a circa 6.000 spettatori. Una ingenuità difensiva ed il campo reso ai limiti della praticabilità consentirono alla Jesina di aggiudicarsi anche questa partita e, praticamente, il campionato. Come sempre accade quando le cose non vanno per il verso giusto, Vignoli subì una certa contestazione per il suo modo di gestire la Società. Amareggiato e deluso, “Walzerino” decise allora di cercare di raggiungere a Senigallia quei traguardi che a Montemarciano non gli erano riusciti.

Montemarciano Calcio 1926