Il dopoguerra

Gli anni della guerra debbono essere stati interminabili, ma poi anche questo incubo finisce. Si ritorna dal fronte e ci si ritrova; alcuni sono integri, altri malconci. Qualcuno purtroppo non ritornerà più, lasciando un vuoto incolmabile nella famiglia, negli amici, nei compagni di un tempo. Nel ricordo di tutti coloro che sono caduti così giovani per una guerra che, i quanto tale, non possiamo che definire assurda, citiamo un nome : Carlo Falcinelli, medaglia d’oro al valore militare, il quale era stato sempre vicino all’ambiente della Società sportiva pur senza vestirne la divisa ( a differenza del fratello Lucio che è stato un giocatore dalle buone qualità). Per dare un calcio al passato e ritemprare il morale bisognava far subito qualcosa. “Perché non ricominciamo ?” disse qualcuno. “Ma certo , ricominciamo!” risposero gli altri. E così nacque una nuova Società che da allora porta il nome di “ Montemarciano”. Anche il mondo del calcio fece la sua parte per dare un calcio al passato. La federazione Italiana Gioco Calcio cercò di darsi una struttura più capillare e ramificata, appoggiandosi presso appassionati ed avvalendosi della loro collaborazione. A Falconara aveva come punto di riferimento un negozio di generi alimentari, ad Ancona un caffè , e così via. Si arrivò in questo modo alla prima organizzazione di tornei ufficiali, denominati di “propaganda”. La Società Sportiva Montemarciano (siamo nel 1946/47) si affiliò subito alla F.I.G.C e partecipò sin dall’inizio a tali tornei, insieme a squadre di Falconara, Ancona, Jesi, ecc. Ad Ancona le partite si disputavano al Dorico e fu lì che “Filò” dopo aver ricevuto un calcio da un avversario, lo prese per le “forcul’ del cul” e lo scaraventò a diversi metri da lui, dicendogli; “Ninìn, cu c’ l’hai cun me?”. La società Sportiva stava diventando adulta ed aveva bisogno di uno strumento che regolamentasse la propria struttura dirigenziale ed amministrativa. Fu così che nella riunione del 29 luglio 1950 si redatte il primo Statuto societario con Arnaldo Ricci Presidente e Capricci Costanzo segretario. Negli anni ’50 superato il periodo dei tornei di propaganda, il Montemarciano iniziò la sua partecipazione ai campionati veri e propri. Cominciarono anche ad arrivare i primi “stranieri”, soprattutto da Chiaravalle, da Filottrano e da Senigallia. Tra gli “indigeni” spiccavano, fra gli altri, i nomi di Lino Pierini, Giorgio Magnini, Enrico Agostini, Valdo Moscatelli. A quell’epoca la preparazione atletica della squadra era curata da Sauro Abbruciati (altro giocatore di talento) detto “’l mungan”. Le avversarie tradizionalmente più ostiche del Monte , a seconda che si giocava nel girone sud o nel girone nord, erano la Ferris di Ancona, la Stella Maris di Falconara, l’Urbino, il Cagli. Per tutte il terreno del comunale di Montemarciano era una specie di luogo proibito, tipo “lasciate ogne speranza , voi ch’intrate”. Per le trasferte più lunghe si noleggiava la “corriera” di Micci. I premi partita erano sempre una “gazzosa”, che diventava “aranciata” quando a soccombere erano le squadre più accreditate. La società si sosteneva con gli incassi striminziti, con il tesseramento (si facevano circa 100 tessere l’anno) con le quote dei dirigenti e, in particolar modo, con il presidente, il quale non raramente doveva mettere mano al proprio portafoglio per “tappare” qualche “buco” ( be’, dopo circa mezzo secolo, le cose poi non sono cambiate così tanto).

Montemarciano Calcio 1926